Per Foucault, il potere moderno non agisce solo attraverso leggi e punizioni, ma attraverso tecniche sottili di sorveglianza e classificazione. Il nome proprio diventa uno strumento di controllo: permette di identificare, registrare, rintracciare e assegnare responsabilità. Dalla scuola alla caserma, dalla fabbrica al carcere, ogni individuo è inserito in sistemi di schedatura, presenze, voti, fascicoli. Il nome funziona come un’interfaccia amministrativa che rende il corpo leggibile e governabile. In questo senso, nominare significa disciplinare: chi è senza nome sfugge, chi è registrato può essere osservato, valutato, premiato o punito.