Dallo skeuomorfismo realistico, che imitava oggetti fisici, al flat design minimalista, le GUI si sono evolute seguendo mode, dispositivi e visioni del digitale.
Oggi il neomorfismo tenta una sintesi: interfacce morbide, luminose, che suggeriscono tattilità senza eccesso.
Ogni fase riflette un diverso equilibrio tra estetica e funzione.