INTRODUZIONE

Il linguaggio come forma

Dalla referenza al gesto tipografico

Goldsmith sostiene che nell’ambiente digitale il linguaggio non va più inteso come un mezzo trasparente che rappresenta la realtà, bensì come un oggetto dotato di qualità proprie: densità, ritmo, ripetizione, struttura. Il valore non risiede solo nel significato, ma nell’organizzazione materiale delle parole. Questa idea, che Goldsmith ricollega alla poesia concreta, al situazionismo e alle avanguardie, ribadisce che il testo può diventare immagine, disposizione spaziale, codice, glitch. È lo stesso principio che guidava il Futurismo di Marinetti, i calligrammi di Apollinaire, gli esperimenti dada e le pratiche della poesia visiva: la parola non descrive, ma agisce nello spazio della pagina come forma autonoma.