Lo stesso codice colore può apparire diversissimo a seconda della superficie su cui vive. Una campitura liscia e lucida riflette la luce in modo uniforme e può sembrare più brillante e satura; una superficie ruvida o granulare spezza il riflesso in mille micro-ombre e fa apparire il colore più profondo o più scuro. In stampa, la stessa tinta su carta patinata o su carta ruvida cambia completamente presenza. Nel digitale simuliamo la texture con grain, noise, pattern, retini, sfocature: uno sfondo con un leggero noise rende i colori più morbidi e meno “plasticosi”, un pattern fitto può far sembrare un colore più scuro di quanto è. Per Albers, già l’inserimento di ritagli di giornale o texture finte modifica la lettura cromatica: è un modo per ricordare che non esistono colori isolati, ma sempre "colori-su-superfici".