Steyerl lavora con filmati didattici, immagini satellitari, interfacce di sorveglianza e grafica low-res, mostrando come oggi siano le macchine a produrre e catalogare immagini. Riutilizza questi materiali per riflettere su visibilità, controllo e sparizione: l’archivio non è più solo umano ma algoritmico, e la postproduzione diventa un modo per sabotare e decifrare questo sguardo automatizzato.
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