Il retroscena è l’area in cui gli attori sociali possono sospendere la rappresentazione e mostrare ciò che nella ribalta deve rimanere nascosto. È il luogo della spontaneità, della preparazione e delle imperfezioni. Qui emergono linguaggi informali, sfoghi, rilassamento e coordinamento interno. Un cameriere che in cucina si lamenta di un cliente, un docente che fuori dall’aula si concede un momento di stanchezza o un negozio che dietro al bancone mostra disordine e caos sono esempi di retroscena: lo spazio dove si ricaricano le energie e si mantengono i “segreti” necessari alla buona riuscita della scena pubblica.