Un filo comune attraversa Ned Ludd, Monty Cantsin, Allen Smithee, Luther Blissett e Anonymous: tutti trasformano l’identità in un’interfaccia collettiva. Il nome diventa una piattaforma d’accesso condivisa, un punto di ingresso attraverso cui molte persone possono agire, protestare o comunicare senza esporsi come individui. In questo modo l’identità non è più un attributo privato, ma uno strumento operativo: un layer che media l’azione, protegge chi la compie e amplifica il messaggio.