Nell’installazione Text Rain (1999) le lettere cadono come pioggia e si posano sulle sagome dei visitatori ripresi in tempo reale. Il corpo diventa superficie di lettura: alzando le braccia, si raccolgono lettere e si compongono versi nascosti. È una poesia giocabile, un ambiente testuale che si attiva col movimento e traduce la poesia visiva in esperienza interattiva, dove il testo occupa lo spazio e reagisce alla presenza del pubblico.
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