Refik Anadol, con serie come Machine Hallucinations, usa algoritmi per generare texture digitali complesse da milioni di immagini, su cui applica palette saturissime in continua trasformazione. Il colore non è mai una semplice campitura: è legato a una trama (fisica o digitale) che ne modifica profondità, vibrazione e intensità, un concetto centrale anche per la progettazione di sfondi, pattern e gradienti nelle interfacce.
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